Cara Terra ti scrivo

Cos'Ŕ l'Educazione alla SostenibilitÓ? La Terra lo sa. Molti terrestri no. Eppure Ŕ una questione di sopravvivenza

di Luca Novelli

Buon giorno Terra, buon giorno oceani, buon giorno ghiacciai, buon giorno a tutti. Come vedi sono educato. Anzi mi occupo di Educazione Ambientale, nel senso che ho scritto e disegnato alcuni libri di ecologia dove tu e l'ambiente siete protagonisti. Ho cercato di farli divertenti, ottimisti, pratici.  Soprattutto ho cercato di spiegare perché non si deve essere dei maleducati nei tuoi confronti: non solo perché si fa male agli altri ma perché si fa del male a se  stessi, cosa molto vicina alla definizione di stupidità.  Va detto che non tutti gli umani hanno chiaro cosa sia l'Educazione Ambientale e la sua importanza per l'economia, la pace e la salute di tutti, anzi molti pensano che sia una materia per ragazzini, da dispensare loro in modo facoltativo ed episodico come l'educazione sessuale, quella sanitaria o autostradale . Sono tutte “educazioni” onorevoli, ma che non hanno a che fare con la nostra sopravvivenza sul pianeta.

Dall'Educazione Ambientale, tu cara Terra lo sai benissimo, dipende  il nostro immediato futuro e quello delle prossime generazioni. Sono in tanti  a farla, con passione e con i mezzi più vari, ma non basta mai. La fanno migliaia di insegnanti, scienziati, giornalisti e operatori ambientali. E non può essere uguale per tutti, anzi dovrebbe essere "su misura": per ragazzi, per docenti, per amministratori, per imprenditori, per magistrati e poliziotti, per artisti e scrittori.

Per i popoli cacciatori-raccoglitori l'Educazione Ambientale era...tutto.

Per gli Inuit e gli Onas era l'intera loro cultura. Dagli opportuni comportamenti e dalla conoscenza dell'ambiente, degli animali e della vegetazione attorno, dipendeva il pasto giornaliero, la possibilità di curarsi, in pratica la sopravvivenza del singolo e della tribù.

Anche l'Educazione Ambientale "contemporanea" si occupa di comportamenti, di ambiente, di animali e di vegetazione. Ma il collegamento tra cause ed effetti non è più così facile e intuitivo. È difficile spiegare a un contadino del Mato Grosso o  a un ragazzino di terza media che i loro - e  i nostri- comportamenti  stanno minando la qualità di vita di popoli lontani e  "addirittura" la  sopravvivenza della nostra specie. Ma bisogna farlo e saperlo fare.

Fatta al momento opportuno forse un'Educazione Ambientale condivisa avrebbe evitato che certe aree agricole diventassero Terre dei Fuochi e che certe fabbriche continuassero imperterrite a uccidere innocenti.

Ora c'è sempre meno tempo (15 anni) per evitare gli effetti a cascata del Riscaldamento Globale, che ormai sono percepiti anche dalla gente comune: cambiamenti climatici evidenti, riduzione dei ghiacciai, innalzamento del livello dei mari, siccità, inondazioni e cicloni in numero e intensità crescenti. Le Cassandre ecologiste -come erano chiamati coloro che avevano cominciato a fare  Educazione Ambientale quattro decenni fa-  lo avevano previsto. Avevano ragione, purtroppo,  come  la Cassandra di Omero aveva previsto la caduta di Troia.

Però in questi decenni grazie all'Educazione Ambientale , altri danni sono stati evitati e rimediati. Per prima cosa si è creata una coscienza ambientale diffusa. Poi sono nate e cresciute organizzazioni ambientaliste, sono stati creati  parchi e aree protette, aziende agricole biologiche, ministeri dell'ambiente (che non c'erano), giornali e trasmissioni televisive.  Senza l'Educazione Ambientale il Buco nell'Ozono avrebbe continuato allargarsi all'infinito e oggi probabilmente i bambini non potrebbero prendere il sole d'estate.  La Conferenza di Kyoto non avrebbe prodotto nessun Protocollo, e un primo freno alle emissioni di gas serra non sarebbe mai stato attuato. Non esisterebbe un esercito professionisti verdi e di insegnanti appassionati. Non sarebbe nata e cresciuta  la Green Economy e non ci sarebbero tante iniziative  verdi da parte politici illuminati.  Purtroppo tutto questo non basta. Non basta più. La società di domani dovrà essere sostenibile, senza se e senza ma. Siamo in sette miliardi. Nel 2025 raggiungeremo gli otto. Quando sono nato eravamo solo due. So che in questi tempi nel nostro paese sono altre le preoccupazioni che agitano le menti e tasche. Ma tutti i problemi, anche quelli economici,  hanno  risposte sostenibili. Anzi la crisi, questa maledetta crisi, è un’occasione per mettere l’Educazione Ambientale al centro di una crescita senza effetti collaterali. (da Andersen, marzo 2014)

Letture consigliate: Pedagogica.it Ambiente e cambia…menti. Anno xvII, n.4 – Ottobre/novembre/dicembre 2013

Il sito dell’Educazione Sostenibile: twww.educazionesostenibile.it

Il sito della rete internazionale di Educazione Ambientale WEEC: www.environmental-education.org

Le immagini sono tratte da Il Professor Varietà / Sostieni il sostenibile.
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